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Le birre artigianali di Pescara col gran cru

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Siamo sulle colline che circondano Pescara, in un edificio risalente al 1870. Qui, nel 1922, le operaie pelavano a mano le mandorle per produrre i confetti abruzzesi. Oggi si fa una birra straordinaria.
Questo trascorso ha dato il nome all'attuale microbirrificio (infatti almond in inglese vuol dire mandorla). 

Il mastro birraio Jurij Ferri, originario della Svezia ma da anni residente in Abruzzo, sceglie con cura tutte le mterie prime, attingendo anche alle risorse locali per preparare birre crude ad alta fermentazione. 

Il miele biologico è delle montagne abruzzesi, lo zucchero integrale è del circuito equo e solidale, l'acqua è di Farindola, i malti, il luppolo e i lieviti sono scelti tra i migliori disponibili sul mercato. 

Le tipologie sono tante: la Nigra (scura, dal gusto deciso e rotondo, da abbinare alle carni), la Grand Cru (una strong ale belga ambrata chiara, strutturata dalla schiuma compatta e persistente, dall'amaro percettibile e dalla lunga persistenza retrolfattiva, che fa 7,5 gradi alcolici), la Fredric (ambrata, di corpo e dall'amaro moderato), le Irie (gialla paglierino, dalla schiuma fine e abbondante), la Farrotta (una Ale chiara di farro) e la Torbata (un Barley wine, di colore rame scuro) oltre ad altre gourmandises sempre a base di birra, come le gelatine e i cioccolatini. 

Tutte le birre Almond'22 sono rifermentate in bottiglia con metodo champenoise e, per preservare le qualità organolettiche, non sono sottoposte a filtraggio e pastorizzazione. Si ordinano direttamente on line. 


La gamma di birre Almond mi ha portato alla versatilità della tavola, all'abbinamento con una svariata teoria di piatti. Tuttavia sono rimasto sorpreso dalla straordinaria freschezza e potenza della Gran Cru: ricca, complessa, struttura come un buon vino, capace di evolversi nelle sue sfumature nel giro di una mezz'ora dalla stappatura; perfettamente adatta con carni bianche e persino con i formaggi, è stata una goduria con la Robiola di di Roccaverano stagionata o coi pecorini di Busti. E' una delle birre più buone assaggiate negli ultimi tempi. Bravissimo Jurij! 

Articolo tratto da: Papillon n°49 e scritto da Paolo Massobrio

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