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Cacio e Birra – Amici d'Abruzzo

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Il 12 maggio 2006 la sede romana di Slow Food ha ospitato due produttori d’eccellenza: Giovanni Del Giudice, dell’omonimo caseificio di Rivisondoli (AQ), e Jurij Ferri, del minibirrificio Almond’22 di Pescara, insieme per consolidare un connubio tra birra e formaggio, relativamente nuovo rispetto a quelli più classici birra/pizza e vino/formaggio. 

Dei due ospiti, il primo, biologo, viene da una lunga storia casearia familiare e produce formaggi tradizionali e non, utilizzando solo il latte delle vicine masserie e in alcuni periodi dell’anno quello della razza autoctona “bruno alpina”.

Il secondo ha una storia più recente fatta di studi, passione, dedizione e ricerca continua, evidenti nelle spiegazioni che generosamente offre sul tema birra. Mastrobirraio, produce artigianalmente con metodo champenois sei birre originali ed eleganti, utilizzando materie prime di alta qualità. 

Ad aprire le danze, il fiordilatte lavorato a mano, grande tesoro da riscoprire, che ha stupito ed entusiasmato il pubblico e gli esperti presenti in sala. Per il suo carattere delicato e il dolce gusto di latte, non è stato accompagnato da nessuna delle birre in degustazione. 

E’ con l’Erbotta – morbida e cremosa, stagionata con erbe miste – e con l’eccellente Carbonaro – stagionato 20 giorni nel carbone vegetale – che la prima Almond’22, la Irie, esce allo scoperto. Una Ale chiara, estremamente attraente e raffinata. 

Altro piatto, altra birra: l’Ebro – immerso nel vino Montepulciano d’Abruzzo – la Toma di Chiarano e il Pecorino Speziato - con peperoncino, origano, timo, maggiorana, ecc. – sono stati degustati con la Farrotta, straordinaria Ale di farro abruzzese biologico, presentata in prima assoluta in occasione di questo evento, perfetta con i formaggi di media stagionatura. 

Per proseguire, la Giontina – a latte vaccino crudo, morbida e dolce/piccante – il Verzello – dal gusto acidulo e avvolto in foglie di verza - e poi l’Altopiano – erborinato splendido al palato e agli occhi, per lo spettacolo cromatico che offre.

A quest’ultimo piatto di formaggi è stata accompagnata la Gran Cru, Strong Ale Belga, strutturata e persistente, adatta ai sapori stagionati ed erborinati. 

A chiudere la magnifica serata, tra gli applausi dei presenti, due specialità del giovane chef Andrea Fiore, dell’Osteria del Tarassaco di Rivisondoli, realizzate con i formaggi Del Giudice: Tortino di Rape Rosse con cuore di Galactika, piatto della tradizione locale che vede l’impiego di questo formaggio prodotto senza caglio né fermenti aggiunti. 

E ancora, Involtino di Verza con Caciottina e Gelatina di Chardonnay Abruzzese, del laboratorio Oleum della provincia di Chieti, restando in regione. 

Per tutti, grande successo di pubblico e di critica, con apprezzamenti e riconoscimenti da parte di Renzo Fantucci, docente Master of Food Formaggio, e di Marco Salvatore Tripisciano di mondobirra.org.

Articolo di: Simona Petrassi, Slow Food Roma

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