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Birra dal nome di mandorla

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Dalla terra del vino, l’Abruzzo, oggi nasce anche…la birra. 
Si chiama Almond ‘22, e il suo creatore è Jurij Ferri, 37 anni, un simpatico e intraprendente insegnante di inglese appassionato di cucina: «Il mio sogno era fare il cuoco, ma non sono riuscito a realizzarlo. 

Così ho trasposto la mia passione per la cucina nella produzione della birra». Svedese di origine, trapiantato a Pescara, Jurij ha studiato chimica, e ha sempre avuto l’hobby della distillazione: «Oltre ai classici liquori casalinghi, qualche anno fa mi sono cimentato con la birra, dopo che avevo conosciuto la tecnica da un altro mastro birraio. 

Ho cominciato a farla assaggiare agli amici, e la reazione è stata tanto positiva che sono stati proprio loro a spronare me e mia moglie ad allargare i nostri orizzonti». E così, due anni fa, i coniugi Ferri hanno preso possesso dello stabile in via Colle di Mezzo, e lì hanno dato il via alla produzione con un primo impianto autocostruito.

Per ora è sufficiente – racconta Jurij – ma la domanda è tanta e stiamo pensando ad allargarci». La produzione mensile si aggira intorno alle seicentoottocento bottiglie, di cui il sessanta per cento va ai ristoranti e alle enoteche della zona, che «Si mostrano molto interessate al prodotto. Alcuni ristoranti hanno incluso le Almond ‘22 nella carta dei vini, e la nostra popolarità è in crescita. Il resto viene venduto al pubblico.

Abbiamo attualmente quattro tipi di birra diversi: la bionda Irie, la Grand Cru ambrata, la Fredric rossa e la Nigra, la nostra proposta stout». Le birre Almond sono prodotte con il metodo champenoise: sottoposte a fermentazione, vengono poi rifermentate in bottiglia, per cui il gusto si evolve nel tempo. 

«Per preservare le qualità organolettiche, non sono sottoposte a filtraggio e pastorizzazione. Qui arriva l’acqua di Farindola, particolarmente idonea per questo tipo di lavorazione, e usiamo solo le migliori materie prime reperibili sul mercato nazionale ed internazionale, soprattutto quelle del mercato Equo e Solidale. A seconda della birra che voglio ottenere, utilizzo poi variespezie: buccia d’arancio dolce, fiori d’arancio, boccioli di rosa selvatica, miele biologico abruzzese, lo zucchero integrale».

Il birrificio è aperto al pubblico per degustazioni il sabato pomeriggio, e presto si arricchirà di una nuova creazione: «Ho in mente una nuova birra che presto si aggiungerà alle quattro già commercializzate. Inoltre sto lavorando con Giovanni Del Giudice (il noto imprenditore del settore caseario) per produrre formaggi stagionati con le trebbie, cioè i resti della lavorazione. Conferiscono al formaggio un aroma eccezionale». Visti i risultati, c’è da credergli. 

Articolo tratta da: Vario

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