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Datemi una regione più veloce

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Ferri produce birra: i miei amici se ne vanno Io voglio restare, ma serve più dinamismo

di Jolanda Ferrara

PESCARA. «Ma perché dovrei fuggire all'estero, emigrare come hanno fatto i nostri nonni, trasferire altrove la mia attività come vedo fare ai miei amici? Preferisco lottare per restare in questa regione alla quale per metà appartengo e ne sono orgoglioso. Dal mare alla montagna l'Abruzzo racchiude una ricchezza inaudita di arte, natura, cultura e tesori gastronomici. E l'Italia è un Paese meraviglioso, popolato da gente capace, teste che funzionano. Il problema è farci governare da gente giusta». Jurij Ferri proprio non ci sta ad abbandonare la nave che imbarca acqua. Nato a Stoccolma (nel 1969) da madre svedese e padre abruzzese di Pianella, i primi trent'anni vissuti tra il paese materno e Napoli («L'Abruzzo era solo un luogo di vacanza, Napoli mi ha insegnato una serie di regole per sopravvivere: se riesci lì puoi cavartela dovunque»), Ferri ha lo sguardo scandinavo e una vivacità pirotecnica. Le sue pluripremiate birre artigianalmente prodotte sono segnalate tra le eccellenze assolute in tutte le guide di settore e proprio in questo mese di novembre festeggia il primo decennio di attività del suo microbirrificio di Spoltore, Almond '22, «mecca», racconta lui, «di appassionati brassicoli che passano per il centro Italia e non risparmiano di farci visita. A 18 anni dal lancio del fenomeno la birra italiana artigianale è una realtà radicata e non più una tendenza. La riprova è che attualmente la birra artigianale tira più del vino e nonostante la crisi i microbirrifici sono in crescita». E' anche per questo che il Gambero Rosso ha individuato il mastrobirraio di Spoltore come testimonial per l'Abruzzo nella Guida Foodies 2013, sfizioso vademecum del mangiare e bere nel Belpaese.

 

Jurij Ferri, com'è l'Abruzzo che vorrebbe?

Un Abruzzo più dinamico, veloce e pronto a rispondere alle esigenze della piccola e media imprenditoria attualmente sofferente per la crisi generale e per la mancanza di elasticità da parte del governo nazionale e regionale. Vorrei un Abruzzo più pronto al turismo: la nostra è tra le regioni più costose quanto a servizi e infrastrutture, il potenziale turistico molto poco sfruttato, Pescara è una città poco dinamica e attrattiva, in particolare per i giovani.

Cosa dovrebbero fare governo centrale e locale?

E' impensabile reggere un Paese tassando la piccola imprenditoria, pur di successo. Càpitano proposte dall'estero e non si è pronti a rispondere. Faccio l'esempio che conosco meglio: solo esportare una birra all'estero comporta una tale trafila burocratica che l'obiettivo diventa praticamente impossibile. Per me è più facile esportare fuori che dentro un paese dell'Unione europea. Mi chiedo perché pago onestamente una marea di tasse, quasi il 70% sul nostro utile. Solo l'accisa sugli alcoli è pari al 10% dell'incasso lordo, in pratica pago più di quanto prendo di stipendio.

Come fa a resistere alla pressione fiscale e ai lacci della burocrazia?

Da nove anni a questa parte non abbiamo aumentato i prezzi, abbiamo cercato di assorbire gli aumenti sacrificando i nostri guadagni.

Cosa chiede ai governi istituzionali?

Più partecipazione, ridare fiducia alle famiglie e alle aziende in crisi. Basta con l'avvilire la gente attraverso i mass media dicendo che c'è la crisi e che stiamo morendo di fame: così come si fa a comprarsi una fetta di formaggio di qualità? Si fermerà l'economia a catena in questo modo. Devono dire invece che possiamo farcela lavorando insieme, alle aziende va detto di diversificare il mercato e cercare nuove strade, nuovi modi per mettere su un'economia sana, offrire incentivi, sovvenzioni.

Le è mai accaduto nel corso della sua attività?

Mai successo nulla di simile. Porto un esempio banalissimo: quest'anno al Salone del gusto di Torino i miei amici birrai delle altre regioni italiane sono stati invitati dalle Regioni con sovvenzioni. Qui non accade nulla del genere, sembra quasi che stai chiedendo il permesso di poter lavorare. Eppure la birra artigianale abruzzese sta portando lustro alla regione. Sono dieci anni che il nostro microbirrificio miete premi e riconoscimenti, siamo anche segnalati nel libro delle Milleuna birra da non perdere nella vita, pubblicato a New York. Il nostro è un mercato di nicchia ma, nonostante la forte crisi, quest'anno Almond '22 chiuderà con il 9% in più di fatturato.

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